27 maggio 2020

Pubblicato da AIOICI il primo bilancio sulle tecniche di Audit in remoto nel settore TIC.

AIOICI, l’Associazione Italiana degli Organismi Indipendenti di Certificazione e di Ispezione, ha condotto una duplice indagine per valutare l’efficacia degli Audit in Remoto condotti negli ultimi due mesi, riscontrando una risposta positiva dal mercato e dal settore TIC.

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L’emergenza sanitaria diffusasi su scala globale a causa del virus COVID-19 ha provocato per oltre due mesi un lockdown in molti Paesi, con un blocco quasi generalizzato di buona parte delle attività produttive e un azzeramento degli spostamenti.

In Italia, gli Organismi TIC (Testing, Inspection e Certification), poiché svolgono attività funzionali e di indifferibile necessità, hanno continuato a operare. In questo contesto, le tecniche di Audit in remoto hanno rappresentato la soluzione per fornire con rigore servizi di ispezione e certificazione a supporto delle aziende per la continuità delle loro attività.

Fino a gennaio 2020, il ricorso alle tecniche in remoto per lo svolgimento delle attività di verifica, pur contemplato nella documentazione tecnica ed incluso nelle procedure, è stato adottato in maniera residuale. Tuttavia, tale soluzione ha rappresentato nel periodo di emergenza COVID-19 la chiave per garantire la continuità del business. Il comparto TIC si è dunque dimostrato capace di evolvere passando dal tradizionale audit on-site all’innovativo audit in remoto in tutte le circostanze che ne garantissero la piena efficacia.

A distanza di soli due mesi dall’introduzione massiccia delle tecniche in remoto, è possibile oggi tracciare un primo bilancio utile non solo per attuare immediate contromisure, ma anche e soprattutto per fornire spunti di riflessione per un futuro nel quale le tecniche in remoto, seppur diversamente dimensionate, assumeranno un peso rilevante nell’erogazione di attività degli Organismi.

AIOICI ha svolto una duplice indagine per valutare l’efficacia delle tecniche in remoto: la prima, interna, rivolta ai propri associati (Kiwa Italia, Bureau Veritas, Intertek, Lloyd’s Register, TÜV Italia) e la seconda, esterna, intervistando un campione di aziende che sono state oggetto di interventi di ispezione, certificazione e formazione.
L’indagine interna ha mostrato una pronta risposta da parte delle organizzazioni TIC, che hanno adeguato senza indugio i propri sistemi per erogare gli audit in remoto. Elemento chiave per il successo delle verifiche di seconda parte in remoto è stata la gestione della relazione del cliente e la sicurezza delle informazioni, tema che è diventato ancora più importante non solo per gli Audit in remoto ma anche per la modalità di lavoro in smartworking per la quasi totalità dei dipendenti delle Organizzazioni TIC.

L’indagine esterna è stata condotta su un campione di aziende dei settori manifatturiero, medicale, food, trasporti, oil & gas, power & utilities e servizi. A fronte di uno scetticismo iniziale, le aziende clienti hanno risposto in maniera positiva all’introduzione delle tecniche in remoto rilevando l’opportunità di gestire meglio e con maggiore flessibilità i tempi della verifica sebbene venga meno l’aspetto relazionale diretto. Le aziende intervistate, infine, hanno suggerito al settore una riflessione sulla maggior sostenibilità ambientale delle attività in remoto, aspetto questo da considerare per la ripartenza.

Alla luce delle indagini, si può certamente stimare una crescita delle attività di verifica eseguite da remoto per il futuro: esse non potranno sostituire del tutto gli audit on-site ma certamente riusciranno a risolvere specifici casi a vantaggio sia delle Organizzazioni sia degli stessi Organismi di valutazione della conformità.

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