23 giugno 2020

Idrogeno: un’opportunità sostenibile per la transizione energetica globale

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L'idrogeno ha il potenziale per contribuire in modo significativo ad una transizione energetica per un trasporto a zero emissioni, a una maggiore flessibilità della rete elettrica, a processi industriali più puliti e per promuovere ulteriormente la penetrazione delle fonti energetiche rinnovabili. Quali sono le opportunità di questa nuova fonte energetica e come si stanno posizionando i Paesi Europei? Scopriamolo insieme.

L’energia, il trasporto e l’industria sono i maggiori fattori nella transizione verso un’economia sostenibile e a basse emissioni di CO2. L’attuale obiettivo in Europa è di ridurre dell’80-95% le emissioni di gas serra al 2050, in linea con l’Accordo di Parigi e l’obiettivo di mantenere ben al di sotto dei 2°C il riscaldamento globale. Importanti traguardi di percorso sono stati definiti in merito, accompagnati da relative direttive UE.

In questo contesto l’idrogeno può contribuire significativamente alle soluzioni necessarie, grazie alle sue qualità come combustibile, agente chimico e vettore energetico e di accumulo. Esso infatti agevola il trasporto a zero emissioni, può aumentare la flessibilità della rete elettrica, aiuta nell'abbattimento di emissioni di inquinanti e di gas climalteranti nell’industria, favorisce la penetrazione di fonti energetiche rinnovabili e consente di aumentare l’efficienza nell'utilizzo finale dell’energia. Tuttavia, sino a pochi mesi fa l’idrogeno rimaneva relativamente sconosciuto in questi termini ai ‘molti’, risentendo inoltre di rappresentazioni fuorvianti.

Da quanto risulta però da uno studio condotto da Hydrogen Council nel 2017, al 2050 l’idrogeno potrebbe rappresentare circa il 18% del consumo energetico mondiale e consentirebbe un abbattimento di 6 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 all’anno, creando contestualmente 30 milioni di posti di lavoro in un’industria che varrebbe 2500 miliardi di euro all’anno.

Europa: verso la transizione energetica

Queste stime, benché ambiziose, sono già in fase di concretizzazione in diverse nazioni: 400 stazioni di rifornimento a idrogeno sono previste in Germania per il 2023, 900 in Giappone per il 2030 (e il trasporto alle olimpiadi di Tokyo del 2020 sarà alimentato a idrogeno). In Francia, il “Plan Hydrogéne” nazionale propone l’idrogeno come soluzione-chiave nella transizione energetica del Paese, mentre la Cina annuncia la produzione di oltre 200 autobus a idrogeno all’anno per il 2025 e negli Stati Uniti sono sempre maggiori le flotte di veicoli industriali alimentate a idrogeno e i piani di sviluppo della relativa infrastruttura. Questi sono solo alcuni degli esempi di un mondo che si muove verso e con l’idrogeno.

Il 17 Settembre 2018, a Linz, sotto la presidenza Austriaca del Consiglio Europeo, è stata proposta, approvata e sottoscritta da diversi Stati Membri – fra cui l’Italia – la “Hydrogen Initiative”: un documento politico a sostegno dello sviluppo di idrogeno sostenibile, attraverso investimenti e ricerca nella sua produzione e nel suo utilizzo, in qualità di una tecnologia orientata al futuro del Continente.

La posizione dell’Italia

L’Italia, quarto Paese più industrializzato in Europa, a sua volta potrebbe capitalizzare le opportunità offerte dall’idrogeno nella transizione dell’infrastruttura nazionale verso un sistema integrato, flessibile ed energeticamente efficiente. Politiche proattive quali quelle adottate in Germania, Francia e Regno Unito – ma anche a Bolzano, dove la mobilità a idrogeno è stata implementata in pieno dalle autorità locali – rappresentano validi esempi da seguire per il sostegno dell’industria italiana nell’acquisire competitività in questo mercato in forte evoluzione, oltretutto riducendo le emissioni in tutti i settori coinvolti.

 

Fonte: hylaw.eu

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