19 aprile 2019

Dalla creazione della Banca dati F-Gas ad una sola certificazione per le imprese individuali: tutte le novità del DPR 146/2018.

Il Decreto DPR 146/2018, in attuazione del Reg. UE  517/2014, introduce importanti novità sulla legislazione in materia di utilizzo dei gas fluorurati, dando vita ad un quadro favorevole per le piccole/medie imprese italiane. Scopriamo tutte le novità.

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Il 24 Gennaio scorso in attuazione del Regolamento UE 517/2014, è entrato in vigore il DPR 146/2018 sui gas fluorurati a effetto serra, che dà avvio al processo di revisione della legislazione in materia di installazione, manutenzione, smantellamento degli impianti di gas fluorurati a effetto serra. Il Decreto introduce una notevole riduzione e semplificazione degli iter burocratici e degli oneri a vantaggio delle piccole e medie imprese italiane.

Il nuovo percorso definisce un quadro favorevole per tutte le imprese interessate grazie alle importanti novità introdotte, tra cui la nascita della Banca Dati F-Gas. Le imprese certificate infatti, potranno comunicare informazioni sui numeri dei certificati degli acquirenti e sulla quantità e tipologia di F-Gas vendute, in sostituzione della comunicazione precedentemente effettuata ad ISPRA.

Tra le novità troviamo l’eliminazione del Piano di Qualità in accordo alla norma ISO 10005. Per le aziende del settore sarà infatti sufficiente avere a disposizione le procedure stabilite per la dimostrazione del personale certificato e degli strumenti idonei all’attività svolte.

Al contrario della precedente regolamentazione, che imponeva la doppia certificazione sia dell’impresa che della persona, uno dei punti fondamentali del nuovo Regolamento riguarda proprio la possibilità di un iter agevolato per le imprese individuali che installano, manutengono e riparano impianti che contengono gas fluorurati a effetto serra. Queste ultime potranno infatti accedere alla certificazione semplicemente tramite una verifica a livello documentale senza dover subire un audit in campo. Il processo di certificazione delle professioni rimarrà invariato, con la previsione di un esame scritto e uno pratico, secondo quanto stabilito dagli enti di certificazione accreditati, come Kiwa.

Perché ottenere la certificazione?

La certificazione accreditata è un importante strumento di tutela dell’ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori e consumatori. La normativa europea nasce proprio per perseguire questo scopo: ridurre l’impatto sull’ambiente in termini di emissioni. Dimostrarsi interessati ai temi ambientali e alla salute e sicurezza dei propri clienti diventa un valore aggiunto per la competitività delle imprese, in quanto la certificazione è garanzia e qualifica delle attività imprenditoriali, della sicurezza dei prodotti e servizi e della libera circolazione degli stessi nel mercato nazionale e internazionale. Per supportare gli obiettivi della certificazione è stato inoltre introdotto il “Decreto Sanzioni” (sarà emanato a breve, in sostituzione del DM 16 Febbraio 2013), che prevede sanzioni per chi non rispetta le normative vigenti.

Fonte: www.accredia.it

I Servizi Kiwa

La Certificazione degli Operatori con Gas Fluorurati in transizione stabilisce i requisiti minimi e le condizioni per il riconoscimento reciproco della certificazione delle imprese e del personale che operano con apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d'aria e pompe di calore, contenenti taluni gas fluorurati ad effetto serra.

L'Operatore Gas Fluorurati è una persona fisica che esercita un controllo tecnico operativo sul funzionamento delle apparecchiature e degli impianti contemplati dal regolamento CE 842/2006. In particolare, il suo operato riguarda il contenimento, l'uso, il recupero e la distruzione dei gas fluorurati ad effetto serra elencati nell'allegato I del regolamento europeo citato.

Per accedere all’esame di certificazione, il candidato deve dimostrare di saper leggere e comprendere i testi d'esame e della manualistica tecnica e di essere in grado di interpretare le indicazioni e le richieste dell'esaminatore durante la prova pratica. Dovrà inoltre dimostrare di essere iscritto al Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese, presentando evidenza dell’attestato di iscrizione.

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