23 maggio 2019

Le novità della nuova norma ISO 22000.

agroalimentare

Mantenere gli alimenti sicuri dalla fattoria alla tavola, garantendo pratiche igieniche e tracciabilità in ogni fase della catena di approvvigionamento, sono obiettivi essenziali per l'industria alimentare. La revisione della norma ISO 22000, pubblicata lo scorso giugno, si configura come una risposta concreta a queste necessità e alle sfide globali poste in essere nel settore ‘Food & Feed’, rimanendo al passo con i cambiamenti del mercato.

Il 19 giugno 2018 è stata pubblicata la nuova norma ISO 22000:2018 per i Sistemi di Gestione della Sicurezza Alimentare, in qualità di revisione dello standard già in attività dal 2005, adottato da allora da più di 30.000 aziende nel mondo. Questo, per permettere alla norma internazionale di mantenere la sua efficacia ed efficienza per la filiera agroalimentare e rimanere al passo con i cambiamenti del mercato.

Tutti gli standard ISO sono rivisti e aggiornati regolarmente per assicurare che rimangano rilevanti per le richieste del mercato. La norma ISO 22000, in questa ultima pubblicazione, è stata revisionata considerando gli attuali trend di mercato e i nuovi requisiti per assicurare e garantire la sicurezza alimentare, rendendola quindi una risposta concreta alle crescenti sfide globali per tutta l'industria alimentare. Lo standard ISO 22000 è infatti applicabile a tutte le organizzazioni del mercato “Food & Feed”, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore.

Guarda il video pubblicato da ISO sulla sicurezza alimentare >>

Che novità introduce la revisione della norma ISO 22000:2018?

La nuova edizione della Norma è stata sviluppata all'interno della struttura HLS (Hygh Level Sructure / Struttura di alto livello) delle ISO per migliorare l'allineamento tra le norme dei sistemi di gestione (come ad es. con la ISO 9001:2015).

La Norma utilizza l'approccio per processi, che incorpora il ciclo Plan-Do-Check-Act (PDCA) e il risk-based thinking; in tal modo consente a un'organizzazione di allineare o integrare il suo approccio SGSA con i requisiti di altre norme di sistemi di gestione e supporto. Il ciclo PDCA permette all’Organizzazione di assicurare che i propri processi siano adeguatamente dotati di risorse e gestiti, e che le opportunità di miglioramento siano determinate e si agisca di conseguenza.

Il risk-based thinking permette all’Organizzazione di determinare i fattori che potrebbero far deviare i suoi processi e il suo SGSA dai risultati pianificati e di mettere in atto controlli per prevenire o minimizzare gli effetti avversi. Affrontare i rischi costituisce una base per accrescere l'efficacia del SGSA, conseguendo risultati migliori e prevenendo gli effetti negativi. Nella nuova edizione della Norma viene posto l’accento sui seguenti aspetti:

1. Comprendere l’organizzazione e il suo contesto
La comprensione del contesto può essere facilitata considerando i fattori esterni e interni, inclusi senza limitarsi ad essi, gli ambienti legale, tecnologico, competitivo, di mercato, culturale, sociale ed economico, la sicurezza informatica e la frode alimentare, la difesa alimentare e la contaminazione intenzionale, la conoscenza e la prestazione dell'organizzazione, che sia internazionale, nazionale, regionale o locale

2. Comprendere le esigenze e le aspettative delle parti interessate
Per assicurare che l'organizzazione abbia la capacità di fornire con regolarità prodotti e servizi che soddisfano i requisiti legislativi e regolamentari e del cliente applicabili in relazione alla sicurezza alimentare.

3. Azioni per affrontare rischi e opportunità
Il concetto di rischi e opportunità è limitato agli eventi e alle loro conseguenze in relazione alle prestazioni e all'efficacia del SGSA. Le azioni per affrontare i rischi e le opportunità possono comprendere: evitare il rischio, assumersi il rischio al fine di perseguire un’opportunità, rimuovere la fonte di rischio, modificare la probabilità o le conseguenze, condividere il rischio, o accettare la presenza del rischio sulla base di una decisione informata. Le opportunità possono comprendere l'adozione di nuove prassi (modifica di prodotti o processi), utilizzando nuova tecnologia e altre possibilità desiderabili e attuabili per affrontare le esigenze di sicurezza alimentare dell'organizzazione o dei suoi clienti.

4. Pericolo per a sicurezza alimentare
Tra i pericoli la nuova Norma esplicita anche gli allergeni e le sostanze radiologiche.

5. Leadership e impegno
L'alta direzione deve dimostrare leadership e impegno nei riguardi del SGSA fra l’altro comunicando l'importanza di una gestione per la sicurezza alimentare efficace e della conformità ai requisiti del SGSA, ai requisiti legislativi e regolamentari applicabili, ai requisiti per la sicurezza alimentare reciprocamente concordati con il cliente.

6. Ambiente di lavoro
L'organizzazione deve determinare, mettere a disposizione e mantenere le risorse per stabilire, gestire e mantenere l'ambiente di lavoro necessario per raggiungere la conformità con i requisiti del SGSA. Un ambiente idoneo può consistere in una combinazione di fattori umani e fisici, quali quelli di natura:

  1. Sociale (per esempio condizioni non discriminatorie, tranquille, non conflittuali);
  2. psicologica (per esempio riduzione dello stress, prevenzione del burnout, protezione emotiva);
  3. fisica (per esempio temperatura, calore, umidità, illuminazione, flusso d'aria, igiene, rumore).
  4. Elementi sviluppati all'esterno del sistema di gestione per la sicurezza alimentare.

Quando un’organizzazione stabilisce, mantiene, aggiorna e migliora continuamente il proprio SGSA utilizzando elementi del SGSA, inclusi i PRP, l'analisi dei pericoli e il piano di controllo dei pericoli, sviluppati all’esterno, l’organizzazione deve assicurare il controllo su tali elementi.

8. Sistema di rintracciabilità
Il sistema di rintracciabilità deve essere in grado di identificare in modo univoco il materiale in ingresso dai fornitori e dalla prima fase del percorso di distribuzione del prodotto finito. Quando applicabile vanno incluse le rilavorazioni di materiali/prodotti e, laddove appropriato, ci si aspetta che la verifica del sistema includa la riconciliazione delle quantità dei prodotti finali con la quantità degli ingredienti come evidenza dell'efficacia.

9. Preparazione e risposta all’emergenza e Gestione delle emergenze e degli incidenti.
L'alta direzione deve assicurare che siano in atto procedure per reagire alle potenziali situazioni di emergenza o agli incidenti che possono avere un impatto sulla sicurezza alimentare. Esempi di situazioni di emergenza sono i disastri naturali, gli incidenti ambientali, il bioterrorismo, gli incidenti sul posto di lavoro, le emergenze di salute pubblica, interruzione di servizi essenziali quali la fornitura di acqua, elettricità o refrigerazione.

10. Utilizzo previsto del prodotto
L'utilizzo previsto, inclusi la manipolazione ragionevolmente prevista del prodotto finale e qualsiasi utilizzo improprio non voluto ma che ragionevolmente ci si aspetta del prodotto finito, deve essere preso in considerazione nella misura necessaria per eseguire l'analisi dei pericoli. Devono essere inoltre identificati i gruppi di consumatori/utilizzatori noti per essere particolarmente vulnerabili a specifici pericoli per la sicurezza alimentare

La Norma inoltre riorganizza all’interno del capitolo 8.5 “Controllo dei Pericoli” gli aspetti più specifici relativi alla individuazione e gestione dei pericoli quali ad es. la Analisi dei pericoli (8.5.2) ed il Piano dei Controlli dei Pericoli - Piano HACCP/OPRP (8.5.4) accomunando l’approccio metodologico di valutazione e gestione di CCP e PRPOP.

I vantaggi della certificazione in accordo alla norma ISO 22000:2018

La certificazione in accordo alla norma ISO 22000 - Sistemi di Gestione per la Sicurezza Alimentare dimostra l’impegno dell’organizzazione verso la sicurezza alimentare, assicurando lo svolgimento di controlli durante tutti gli step della filiera e permettendo all’azienda di migliorare i processi interni necessari ad assicurare efficacemente la sicurezza alimentare. ISO 22000 supporta le organizzazioni del settore ‘Food & Feed’ a identificare e monitorare i rischi relativi alla filiera, a maggior ragione considerando che in un mondo globalizzato come quello attuale molti prodotti alimentari e materie prime viaggiano oggi fino a 15.000 chilometri prima di raggiungere la tavola.

Tra i benefici per le organizzazioni derivanti dalla certificazione in accordo allo standard ISO 22000, ricordiamo:

  • La possibilità di adottare uno standard armonizzato e riconosciuto a livello internazionale per il controllo dei rischi legati alla sicurezza alimentare
  • La flessibilità dello standard, che consente di applicarlo a tutte le organizzazioni della filiera alimentare, dalle PMI alle grandi multinazionali, supportando così l’impegno comune nell'affrontare i rischi per la sicurezza alimentare
  • La possibilità di integrazione con altri Sistemi di Gestione certificati in accordo a norme ISO come lo standard ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001.
  • L’esistenza di un quadro normativo per l'impegno della direzione, la comunicazione con fornitori e clienti e il miglioramento continuo del sistema di sicurezza alimentare
  • La dimostrazione dell'impegno di un'organizzazione verso la sicurezza alimentare, leva competitiva e comunicativa verso il mercato e il consumatore finale

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