2 luglio 2019

Le novità della nuova norma ISO 22000.

Il 19 giugno 2018 è stata pubblicata la nuova norma ISO 22000:2018 per i Sistemi di Gestione della Sicurezza Alimentare, in qualità di revisione dello standard già in attività dal 2005, adottato da allora da più di 30.000 aziende nel mondo.

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Questo, per permettere alla norma internazionale di mantenere la sua efficacia ed efficienza per la filiera agroalimentare e rimanere al passo con i cambiamenti del mercato.

Tutti gli standard ISO sono rivisti e aggiornati regolarmente per assicurare che rimangano rilevanti per le richieste del mercato. La norma ISO 22000, in questa ultima pubblicazione, è stata revisionata considerando gli attuali trend di mercato e i nuovi requisiti per assicurare e garantire la sicurezza alimentare, rendendola quindi una risposta concreta alle crescenti sfide globali per tutta l'industria alimentare. Lo standard ISO 22000 è infatti applicabile a tutte le organizzazioni del mercato “Food & Feed”, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore.

Che novità introduce la revisione della norma ISO 22000:2018?

La nuova edizione della Norma è stata sviluppata all'interno della struttura HLS (Hygh Level Sructure / Struttura di alto livello) delle ISO per migliorare l'allineamento tra le norme dei sistemi di gestione (come ad es. con la ISO 9001:2015).

La Norma utilizza l'approccio per processi, che incorpora il ciclo Plan-Do-Check-Act (PDCA) e il risk-based thinking; in tal modo consente a un'organizzazione di allineare o integrare il suo approccio SGSA con i requisiti di altre norme di sistemi di gestione e supporto. Il ciclo PDCA permette all’Organizzazione di assicurare che i propri processi siano adeguatamente dotati di risorse e gestiti, e che le opportunità di miglioramento siano determinate e si agisca di conseguenza.

Il risk-based thinking permette all’Organizzazione di determinare i fattori che potrebbero far deviare i suoi processi e il suo SGSA dai risultati pianificati e di mettere in atto controlli per prevenire o minimizzare gli effetti avversi. Affrontare i rischi costituisce una base per accrescere l'efficacia del SGSA, conseguendo risultati migliori e prevenendo gli effetti negativi. Nella nuova edizione della Norma viene posto l’accento sui seguenti aspetti:

1. Comprendere l’organizzazione e il suo contesto
La comprensione del contesto può essere facilitata considerando i fattori esterni e interni, inclusi senza limitarsi ad essi, gli ambienti legale, tecnologico, competitivo, di mercato, culturale, sociale ed economico, la sicurezza informatica e la frode alimentare, la difesa alimentare e la contaminazione intenzionale, la conoscenza e la prestazione dell'organizzazione, che sia internazionale, nazionale, regionale o locale

2. Comprendere le esigenze e le aspettative delle parti interessate
Per assicurare che l'organizzazione abbia la capacità di fornire con regolarità prodotti e servizi che soddisfano i requisiti legislativi e regolamentari e del cliente applicabili in relazione alla sicurezza alimentare.

3. Azioni per affrontare rischi e opportunità
Il concetto di rischi e opportunità è limitato agli eventi e alle loro conseguenze in relazione alle prestazioni e all'efficacia del SGSA. Le azioni per affrontare i rischi e le opportunità possono comprendere: evitare il rischio, assumersi il rischio al fine di perseguire un’opportunità, rimuovere la fonte di rischio, modificare la probabilità o le conseguenze, condividere il rischio, o accettare la presenza del rischio sulla base di una decisione informata. Le opportunità possono comprendere l'adozione di nuove prassi (modifica di prodotti o processi), utilizzando nuova tecnologia e altre possibilità desiderabili e attuabili per affrontare le esigenze di sicurezza alimentare dell'organizzazione o dei suoi clienti.

4. Pericolo per a sicurezza alimentare
Tra i pericoli la nuova Norma esplicita anche gli allergeni e le sostanze radiologiche.

5. Leadership e impegno
L'alta direzione deve dimostrare leadership e impegno nei riguardi del SGSA fra l’altro comunicando l'importanza di una gestione per la sicurezza alimentare efficace e della conformità ai requisiti del SGSA, ai requisiti legislativi e regolamentari applicabili, ai requisiti per la sicurezza alimentare reciprocamente concordati con il cliente.

6. Ambiente di lavoro
L'organizzazione deve determinare, mettere a disposizione e mantenere le risorse per stabilire, gestire e mantenere l'ambiente di lavoro necessario per raggiungere la conformità con i requisiti del SGSA. Un ambiente idoneo può consistere in una combinazione di fattori umani e fisici, quali quelli di natura:

  1. Sociale (per esempio condizioni non discriminatorie, tranquille, non conflittuali);
  2. psicologica (per esempio riduzione dello stress, prevenzione del burnout, protezione emotiva);
  3. fisica (per esempio temperatura, calore, umidità, illuminazione, flusso d'aria, igiene, rumore).
  4. Elementi sviluppati all'esterno del sistema di gestione per la sicurezza alimentare.

Quando un’organizzazione stabilisce, mantiene, aggiorna e migliora continuamente il proprio SGSA utilizzando elementi del SGSA, inclusi i PRP, l'analisi dei pericoli e il piano di controllo dei pericoli, sviluppati all’esterno, l’organizzazione deve assicurare il controllo su tali elementi.

8. Sistema di rintracciabilità
Il sistema di rintracciabilità deve essere in grado di identificare in modo univoco il materiale in ingresso dai fornitori e dalla prima fase del percorso di distribuzione del prodotto finito. Quando applicabile vanno incluse le rilavorazioni di materiali/prodotti e, laddove appropriato, ci si aspetta che la verifica del sistema includa la riconciliazione delle quantità dei prodotti finali con la quantità degli ingredienti come evidenza dell'efficacia.

9. Preparazione e risposta all’emergenza e Gestione delle emergenze e degli incidenti.
L'alta direzione deve assicurare che siano in atto procedure per reagire alle potenziali situazioni di emergenza o agli incidenti che possono avere un impatto sulla sicurezza alimentare. Esempi di situazioni di emergenza sono i disastri naturali, gli incidenti ambientali, il bioterrorismo, gli incidenti sul posto di lavoro, le emergenze di salute pubblica, interruzione di servizi essenziali quali la fornitura di acqua, elettricità o refrigerazione.

10. Utilizzo previsto del prodotto
L'utilizzo previsto, inclusi la manipolazione ragionevolmente prevista del prodotto finale e qualsiasi utilizzo improprio non voluto ma che ragionevolmente ci si aspetta del prodotto finito, deve essere preso in considerazione nella misura necessaria per eseguire l'analisi dei pericoli. Devono essere inoltre identificati i gruppi di consumatori/utilizzatori noti per essere particolarmente vulnerabili a specifici pericoli per la sicurezza alimentare

La Norma inoltre riorganizza all’interno del capitolo 8.5 “Controllo dei Pericoli” gli aspetti più specifici relativi alla individuazione e gestione dei pericoli quali ad es. la Analisi dei pericoli (8.5.2) ed il Piano dei Controlli dei Pericoli - Piano HACCP/OPRP (8.5.4) accomunando l’approccio metodologico di valutazione e gestione di CCP e PRPOP.

Regole per la transizione

Il periodo concesso per la transizione di tutte le certificazioni ISO 22000:2005 alla nuova ISO 22000:2018 è di 3 anni a partire dal 20 giugno 2018. Quindi, tutte le nuove certificazioni rilasciate secondo lo standard ISO 22000:2005 durante il periodo di transizione, dovranno avere come data di scadenza la data ultima del transitorio, cioè il 29 giugno 2021.

Pertanto, fino alla data del 29 giugno 2021, cioè entro i 3 (tre) anni dalla data di pubblicazione della norma ISO 22000:2018, saranno valide sia le certificazioni emesse a fronte della Norma ISO 22000:2005, sia le certificazioni emesse a fronte della ISO 22000:2018. Dopo il 29 giugno 2021 le certificazioni ISO 22000:2005 non godranno più di alcun riconoscimento e quindi eventuali certificazioni non ancora transitate non saranno più valide. Per questo si invitano le Organizzazioni Certificate a valutare l'opportunità di procedere con il passaggio alla nuova edizione della ISO 22000 già in occasione del prossimo audit di sorveglianza e di non attendere la data ultima prevista dal periodo di transizione.

Nella gestione delle attività per la transizione alla nuova norma ISO 22000:2018, Kiwa Cermet seguirà le seguenti regole: internazionali riportate nel documento IAF Resolution 2017-16 – Transitional Arrangements for the revision of ISO 22000:2005, consultabile liberamente sul sito www.iaf.nu In particolare:

  1. Per fare la transizione è necessario effettuare un audit presso il cliente (non sono ammesse transizioni documentali).
  2. La transizione potrà essere effettuata in occasione di un audit di rinnovo, sorveglianza o di un audit supplementare apposito per la transizione.

Cosa può fare Kiwa per te?

  • Certificazione in accordo alla norma ISO 22000 – Sistema di Gestione per la Sicurezza Alimentare, applicabile a tutte le organizzazioni, indipendentemente dalle dimensioni, che sono coinvolte in ogni aspetto della filiera alimentare e che vogliono implementare sistemi che forniscano costantemente prodotti sicuri. Leggi la scheda di servizio >>
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