Il più grande impianto fotovoltaico d’Italia collegato alla rete: il ruolo di Kiwa nel Progetto Fenix
La transizione verso le energie rinnovabili sta diventando sempre più cruciale.
Una delle fonti di energia pulita in maggiore crescita è il fotovoltaico, una tecnologia in grado di trasformare la luce solare in elettricità. Un esempio concreto di questo progresso è il Progetto Fenix: un vasto impianto fotovoltaico in Sicilia, sviluppato da Iberdrola Italia, attualmente il più grande del suo genere in esercizio nel Paese. Una volta pienamente operativo, fornirà energia a oltre 140.000 abitazioni e consentirà di ridurre le emissioni di CO₂ di 119.000 tonnellate all’anno, un risultato equivalente a togliere definitivamente dalla circolazione circa 25.000 automobili.
Portare tutta questa energia alle persone che ne hanno bisogno rappresenta una sfida a sé: deve essere collegata in modo sicuro alle abitazioni e alle imprese che ne dipendono. Ed è proprio qui che Kiwa svolge un ruolo centrale, attraverso prove e validazioni di connessione alla rete ad alta tensione (A18). In questo articolo, Luca Votta - Global Business Sector Leader Energy Transition di Kiwa - e Alessandro Zuccato – BU Product Certification and Testing Manager di Kiwa Italia - condividono approfondimenti sul progetto, sulle sfide affrontate e sull'impatto che avrà il futuro del solare su larga scala.
Alimentare migliaia di case, in sicurezza
L’impianto Fenix conta oltre 400.000 pannelli solari e una capacità di produzione di 400 GWh di elettricità all’anno, rendendolo oggi il più grande impianto fotovoltaico operativo in Italia.
“Quando si traducono questi numeri in impatto reale, tutto diventa molto concreto,” afferma Luca. “Parliamo di alimentare centinaia di migliaia di abitazioni con energia pulita e ridurre in modo significativo le emissioni di CO₂ che contribuiscono al riscaldamento del pianeta.”
Il progetto Fenix è una delle iniziative più rilevanti nel settore delle energie rinnovabili in Italia. Ma non riguarda solo la produzione di elettricità: si tratta anche di trasferire grandi volumi di energia pulita in modo sicuro da un campo in Sicilia alla rete che la distribuisce alle case.
Ed è proprio questo passaggio finale a essere complesso. Generare energia è una cosa, immetterla in modo affidabile in una rete nazionale condivisa da milioni di utenti è un’altra. Un grande impianto non può semplicemente “immettere” elettricità: deve interagire in tempo reale con la rete, adattare la produzione alla domanda, mantenere stabile la tensione e reagire correttamente qualore si verifichino anomalie. In caso contrario, le conseguenze possono variare da interruzioni locali a danni alle apparecchiature domestiche.
“I test di connessione alla rete sono spesso meno visibili dei pannelli solari, ma sono ciò che determina se tutta quell’energia pulita arriverà davvero alle persone,” spiega Alessandro. “Il ruolo di Kiwa è garantire che impianto e rete lavorino insieme in modo sicuro e affidabile fin dal primo giorno.”
Prima di entrare in funzione, un impianto deve superare rigorosi test tecnici stabiliti dal gestore della rete di trasmissione nazionale. In Italia questo ruolo è svolto da TERNA. I test verificano, tra le altre cose, la capacità dell’impianto di reagire alle variazioni di frequenza, mantenere la stabilità della tensione, restare connesso durante guasti e essere gestito da remoto. Kiwa esegue queste verifiche in modo indipendente, direttamente sul campo e in condizioni operative reali.
Un ecosistema energetico in trasformazione
La connessione dei nuovi impianti alla rete è oggi una delle principali sfide delle rinnovabili in Europa. Nel solo 2024, progetti per circa 1.700 GW di capacità risultavano in attesa di connessione in 16 Paesi europei.
“Lo sviluppo di eolico e solare ha superato la capacità della rete di assorbirli, mentre i requisiti tecnici sono diventati più stringenti,” spiega Luca. “Ma sta crescendo la consapevolezza che affrontare fin da subito i requisiti di connessione può ridurre significativamente i tempi.”
In Italia, la capacità solare è passata da circa 22 GW nel 2021 a una stima di 38 GW entro il 2025, con un obiettivo di 79 GW entro il 2030. Ogni gigawatt deve essere collegato in modo sicuro: errori in questa fase comportano non solo costi economici, ma anche energia pulita non utilizzata ed emissioni di CO2 evitabili.
Un approccio sempre più diffuso è l’utilizzo di simulazioni digitali, talvolta chiamate digital twin, in cui gli ingegneri costruiscono un modello virtuale dettagliato dell’impianto prima che sia fisicamente completato. In questo modo, anziché individuare i problemi durante la fase di messa in servizio, gli sviluppatori possono identificare e risolvere le criticità legate alla connessione alla rete già in fase di progettazione. Questo riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui opera il settore: passare da un approccio reattivo, che interviene su ciò che è già stato costruito, a uno proattivo, in grado di anticipare e prevenire i problemi fin dalle fasi iniziali.
Far parte di qualcosa di più grande
Lavorare su questa scala comporta inevitabilmente una notevole pressione. “L’impianto Fenix non è un sistema unico,” spiega Alessandro. “È composto da decine di sottosistemi: pannelli, inverter, trasformatori, livelli di controllo, tutti chiamati a interagire simultaneamente con la rete ad alta tensione. Garantire che tutto funzioni in modo coerente ha richiesto un coordinamento stretto e test estremamente precisi. A questo livello, anche una minima deviazione può avere effetti a catena sull’intera rete.”
I momenti più intensi si sono verificati durante i test in condizioni reali: tutti i sistemi in funzione, tutte le parti coinvolte impegnate nel monitoraggio in tempo reale, ogni risultato registrato. “Si lavora fianco a fianco con gli ingegneri del cliente, con il team del gestore di rete, con gli specialisti presenti sul campo,” racconta Luca. “Tutto deve essere perfetto. E quando lo è, quando i dati confermano che questo enorme impianto è pronto a immettere energia pulita nella rete in modo sicuro, lo percepisci davvero. Ti rendi conto di far parte di qualcosa di importante, per le persone coinvolte direttamente nel progetto, per le centinaia di migliaia di famiglie che utilizzeranno quell’energia e per il pianeta che stiamo cercando di proteggere.”
Un risultato costruito insieme
Questo senso di obiettivo condiviso ha caratterizzato anche la collaborazione con Iberdrola Italia. “Ciò che ha funzionato particolarmente bene è stata la presenza costante del loro personale in sito,” afferma Alessandro. “In progetti di questa scala, i test di conformità alla rete richiedono decisioni in tempo reale. Non è qualcosa che si può gestire a distanza. La comunicazione continua tra il nostro team, gli ingegneri di Iberdrola Italia e TERNA ha fatto la differenza.”
Il risultato è andato ben oltre un semplice esercizio tecnico: sviluppatore, partner per i test e gestore della rete hanno lavorato insieme verso un unico obiettivo — portare energia pulita alle persone in modo sicuro e affidabile.
Più di un progetto
Per Luca e Alessandro, il progetto Fenix rappresenta molto più di un semplice traguardo raggiunto. “Ogni test che eseguiamo contribuisce a rendere possibile l’immissione sicura di energia pulita nella rete,” afferma Luca. “Se si riflette su cosa significhi davvero — meno CO₂ emessa, minore dipendenza dai combustibili fossili, un mondo un po’ più pulito per i nostri figli e nipoti — il lavoro tecnico assume un valore completamente diverso.”
“C’è un forte senso di responsabilità in ciò che facciamo,” aggiunge Alessandro. “Non ci limitiamo a verificare la conformità: contribuiamo attivamente alla transizione energetica. E ne siamo molto orgogliosi.”
Il progetto Fenix dimostra che le energie rinnovabili su questa scala possono essere realizzate con successo: progettate con cura, testate con rigore e collegate in modo sicuro alle reti da cui dipendono milioni di persone ogni giorno. Per sviluppatori e investitori che pianificano nuovi impianti solari su larga scala, il messaggio è chiaro: la conformità alla rete non è l’ultimo ostacolo, ma un elemento da considerare fin dall’inizio, per garantire la distribuzione dell’energia pulita di cui il mondo ha bisogno.