1 settembre 2020

I cambiamenti introdotti dalla Transizione alla Prassi di Riferimento UNI/PdR 66:2019 per la Certificazione del DPO.

A luglio 2020 Kiwa Italia ha concluso il processo di transizione alla Prassi UNI/PdR 66:2019 ai fini dell’adeguamento della Certificazione dei Professionisti operanti nell’ambito del trattamento e della protezione dei Dati Personali.

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La Prassi di riferimento UNI/PdR 66, pubblicata a novembre 2019 e nata dalla collaborazione tra UNI, ACCREDIA e UNINFO, è stata elaborata per fornire indicazioni di carattere applicativo in relazione alle modalità di valutazione e certificazione delle persone, in conformità alla norma UNI 11697 che già definiva i requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure professionali operanti nell’ambito del trattamento e protezione dei dati personali.

La pubblicazione di questa prassi ha dunque fornito degli elementi comuni per la trasparenza e l’uniformità dei processi volontari di valutazione di conformità di parte terza finalizzati alla certificazione delle persone, gestiti dagli Organismi di Certificazione, accreditati in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024.

Cosa comporta la transizione alla UNI/PDR 66:2019?

La transizione alla prassi ha introdotto indicazioni aggiuntive per l’attività di certificazione, tra le altre, della figura professionale del Data Protection Officer, ovvero del professionista che presenta capacità, conoscenze e competenze tese a osservare, valutare e gestire il trattamento dei dati personali allo scopo di far rispettare le normative europee e nazionali in materia di privacy.

Nello specifico, nei termini dei requisiti di accesso, per intraprendere il percorso di Certificazione del Responsabile della protezione dei dati Personali (DPO), verranno richiesti dall’Ente di Certificazione, oltre ai requisiti già previsti dalla Norma UNI 11697, tre elaborati rappresentanti le esperienze professionali ritenute più significative da parte del candidato a supporto delle evidenze dell’esperienza lavorativa.

Inoltre, in sede d’esame, subiscono modifiche la seconda prova scritta e la prova orale. Per quanto riguarda la prima, al candidato verranno sottoposti tre casi studio su situazioni reali e operative, ognuno dei quali prevede molteplici quesiti, a cui il candidato dovrà rispondere trattando il caso.

La prova orale invece, con l’introduzione della Prassi, assumerà una durata di 60 minuti e verrà strutturata in modo tale da affrontare i diversi aspetti necessari per la valutazione delle conoscenze e delle competenze del candidato.

Di seguito gli aspetti che verranno affrontati durante la prova orale:

  1. Un approfondimento sulle prove scritte
  2. Discussioni e simulazioni su situazioni reali e operative
  3. Analisi e discussione degli elaborati prodotti in fase di iscrizione
  4. Domande nell’ambito delle aree di conoscenze giuridica e tecnica.

Per concludere, la Prassi di Riferimento UNI/PdR 66:2019 ha portato anche alcuni cambiamenti sulle attività di mantenimento e rinnovo della Certificazione che il candidato dovrà soddisfare per poter mantenere in essere la certificazione.

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