4 marzo 2021

Rapporto ISMEA-QUALIVITA 2020: aumenta l’importanza di un approccio sostenibile per una crescita di lungo periodo

Il 18° rapporto ISMEA-QUALIVITA relativo all’anno 2019, riconferma una tendenza di crescita in termini di valore, ricaduta sui territori e incremento di prodotti DOP IGP. Assume inoltre sempre più rilevanza il tema della sostenibilità per una crescita di lungo periodo. Scopri di più.

Il diciottesimo Rapporto Ismea-Qualivita analizza i dati economici relativi al 2019 per il comparto dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli DOP IGP, rispetto ai quali si riconferma una tendenza di crescita in termini di valore, ricaduta sui territori e incremento di prodotti registrati.

I dati economici della #DopEconomy, relativi al 2019, registrano infatti 16,9 miliardi di euro di valore alla produzione (+4,2% in un anno), un contributo del 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare italiano e un export da 9,5 miliardi di euro (+5,1% in un anno) che corrisponde al 21% delle esportazioni nazionali di settore, grazie al lavoro di oltre 180.000 operatori e l’impegno dei 285 Consorzi di tutela riconosciuti.

Relativamente alla distribuzione geografica, nel 2019 si registra una tendenza positiva per ben 17 regioni su 20 in Italia. Le crescite più importanti sono in Lombardia, con un incremento superiore ai 200 milioni di euro in un solo anno, e in Emilia-Romagna, con più di 100 milioni di crescita. Bene anche Piemonte e Campania, con un incremento annuale rispettivamente di 90 e 82 milioni di euro.

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Emergenza sanitaria e ricadute sul settore agroalimentare

La pandemia, dal punto di vista economico e sociale, ha investito la maggior parte della popolazione mondiale, tuttavia è già chiaro come l’impatto più forte sia stato percepito soprattutto da alcuni soggetti: infatti nel comparto produttivo DOP IGP, sono stati proprio i piccoli produttori a subirne il contraccolpo più acuto, facendo emergere la necessità di rafforzare un sistema composto da molte realtà che, seppur piccole, rappresentano un valore inestimabile per i nostri territori.

Ad esempio, il settore vitivinicolo nel suo complesso, con la chiusura del canale Horeca per buona parte dell’anno, in Italia e all’estero, e dunque lo stravolgimento delle dinamiche dell’export, ha sofferto in modo particolare, registrando una notevole contrazione del proprio assetto economico.

Il 2019 potrebbe dunque segnare la fine di una lunga fase nella quale lo sviluppo delle filiere dei prodotti a IG è stato gradualmente trainato da fattori specifici appartenenti alla natura stessa dei prodotti e da modelli organizzativi di valorizzazione territoriale.

All’inizio del 2020, in contemporanea con l’avvento della pandemia, ha infatti trovato concretizzazione un processo di riscrittura del modello di competitività dei sistemi alimentari sulla base di ambiziosi obiettivi, non più appartenenti alla dimensione locale, ma fissati a livello comunitario in tema, ad esempio, di sostenibilità.

L’urgenza di attuare questo cambio di passo nasce non solo dalla Road Map tracciata dall’Unione Europea, che elenca gli obiettivi da raggiungere nel quadro della strategia Farm to Fork, ma anche dai sempre più frequenti disastri ambientali a cui corrispondono evidenti cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, sempre più sensibili a questi temi.

Dunque, in questo contesto di crisi e di incertezza è evidente che l’obiettivo nel breve periodo per tutti sia cercare un nuovo equilibrio nella consapevolezza che la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei sistemi produttivi ricoprirà un ruolo sempre più centrale e non più trascurabile. Nel perseguire questo cambio di paradigma, le Indicazioni Geografiche italiane, grazie all’intimo legame che tradizionalmente le connette al patrimonio ambientale, sociale

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